Info Venezia

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Storia

Nel IV secolo d.C. Venezia era solo un insieme di piccoli villaggi in una laguna paludosa. I barbari, provenienti dal nord, invasero l’Italia saccheggiando il Veneto ma non le isole della laguna essendo l’acqua un’ottima barriera naturale. Nascono così dei nuclei di fuggiaschi fondando città come Caorle, Grado, Jesolo, Torcello, Malamocco e Chioggia formando il Ducato Veneziano. Dopo varie vicende la sede del governo fu portata da Eraclea a Malamocco sul mare. Ma, essendo questa nuova sede troppo esposta agli assalti della flotta dal mare, si decise di portarla nelle isole più protette di Rialto. Intanto nacque la figura del Doge. I due secoli che corrono fra l’800 e il 1000 rappresentano un periodo di ininterrotto sviluppo dei traffici e della navigazione. L’ascesa della nuova repubblica della Serenissima era devastante e durò per centinaia di anni facendo di Venezia la massima potenza commerciale esistente nel mondo conosciuto. La bandiera di S. Marco, il santo protettore di Venezia, incuteva timore a tutti i popoli del mare. Venezia era amata ma allo stesso tempo invidiata da tutti. Ma venne il periodo della decadenza: l’impero ottomano scacciò Venezia dal Mediterraneo orientale togliendone il monopolio del commercio, vera linfa vitale. Siamo nella metà del ‘500. Alla fine del secolo la scoperta dell’America spostò gli interessi commerciali nelle altre zone del globo. La città si accorge che conviene ripararsi anche dalle spalle e cominciò la sua avventura anche in terraferma conquistando si terre ma anche aggiungendo problemi ai problemi. Nel XVIII secolo divenne simbolo di decadenza. I ricchi e spensierati Veneziani, non più dediti a guerre e a conquiste si dedicarono ad abbellire la loro Venezia e a divertirsi come non mai. Palazzi suntuosi, sfarzi, lussi, festeggiamenti: tutto accadeva a Venezia. Era la città più popolosa, più ricca e più spensierata d’Europa. Nessuna guerra l’aveva intaccata. Questo indebolì il governo e lo rese vulnerabile. La storia millenaria di Venezia finì nel 1797 quando Napoleone l’assediò trovando una città stanca. [/toggle_item] [toggle_item title=”Info Utili” active=”false”]

Info Utili

Wc

8 impianti di servizi igienici pubblici sono presenti a Venezia nei posti più centrali (l’ingresso nella toilette pubblica costa 50 cent). Oltremodo è possibile accedere alle toilette dei bar magari consumando una piccola consumazione per non infastidire il gestore. Non sempre però si può trovare della carta igienica che potrebbe essere utile portarsi sempre dietro dei fazzolettini di carta.

Fumare

Nei vaporetti non è consentito fumare e c’è la tendenza di estendere l’obbligo anche negli ambienti pubblici quali bar e ristoranti oltre che uffici. Sale con aspiratori sono presenti comunque in molti luoghi. [/toggle_item] [toggle_item title=”La Laguna” active=”false”]

La Laguna

La laguna di Venezia ha quasi 6000 anni. Al suo posto c’era una pianura costituita da sedimenti trasportati dai fiumi, come la Brenta e il Piave, in seguito al fondersi dei ghiacci dopo la fine dell’ultima glaciazione. Nei secoli che seguirono ci furono, e continuano ad esserci, fenomeni come l’abbassamento del suolo per il progressivo consolidamento dei depositi alluvionali fini e l’innalzamento del livello del mare. Il risultato di tutto ciò è stato l’allagamento di gran parte della pianura esistente con l’esclusione di alcune zone di terreno più elevato che sono diventate le isole della laguna di Venezia appena nata. Poi, i cordoni di dune costiere, formatisi grazie alle sabbie trasportate dai corsi d’acqua, sono divenuti il naturale confine tra l’Adriatico e la laguna. Dell’intera superficie lagunare solo il 5% è costituito da terre costantemente emerse, le isole, mentre il 20% è rappresentato da barene, zone di terreno a pelo d’acqua ricoperte da vegetazione particolarmente resistente al sale. Tutta la laguna è percorsa da canali più o meno profondi segnati, almeno quelli navigabili, da bricole e paline, dei pali conficcati nel terreno che servono per non arenarsi con la propria barca. La laguna è separata dal mare aperto dai lidi, lunghi cordoni sabbiosi talvolta arginati dall’uomo con opere di varia natura. La comunicazione con l’esterno avviene attraverso le bocche di porto del Lido, di Malamocco e di Chioggia. L’acqua entra dal mare ogni sei ore e se ne esce dopo altre sei. Il destino della laguna, in mancanza dell’intervento dell’uomo, sarebbe stato il suo graduale interramento, causato dall’apporto dei sedimenti trasportati dagli stessi fiumi responsabili indiretti della sua creazione. I veneziani si erano resi conto di questo che, con opere di ingegneria idraulica, deviò il corso dei fiumi immissari della laguna, portandone le foci all’esterno. Attualmente, come facevano i nostri avi, si stanno scavando i rii interni Venezia per levare il fango in eccesso accumulato durante gli anni. [/toggle_item] [toggle_item title=”Mangiare” active=”false”]

Mangiare

Quando uno viene a Venezia in modo frettoloso, magari tentando di visitarla in un giorno, ha una visione della città alquanto distorta rispetto la vera anima che possiede questa che è probabilmente la più bella città al mondo. Di conseguenza quando pensa anche di dover mangiare lo fa in modo ugualmente distante da quello che dovrebbe essere una delle cose più importanti della sua gita. Panini al bar, hamburger al fast food, pizze pre riscaldate e spaghetti espresso. Purtroppo c’è gente che non può fare a meno di questo e i bar e i ristoranti non possono fare a meno di adeguarsi. O viceversa. Fino a pochi decenni fa il Veneto era una terra povera ma il senso del dovere e soprattutto la voglia di lavorare e la paura della povertà ha trasformato il Veneto in una zona delle più ricche zone dell’intera Europa alzando la condizione di vita ad altissimi livelli. E una società troppo a lungo provata dalla fame e dalle carestie coltiva il culto della tavola e del bicchiere. Si pretende allora il mangiare della nonna e il vino schietto. Cosa pretende il veneziano quando entra in un ristorante? Essere servito bene, mangiare in grandi quantità stando ore e ore davanti il tavolo, ma soprattutto pretende che il cibo sia di ottima qualità. L’ultimo pensiero che corre è proprio quello del conto. Non importa quello che si paga ma importa quello che si mangia. E allora largo agli antipasti a base di pesce, il baccalà mantecato a mano, le seppioline, bigoli in salsa, pasticcio di pesce, pesce arrosto, in forno e così via. [/toggle_item] [toggle_item title=”Bere” active=”false”]

Bere

Il Veneto e’ una terra di antiche tradizioni vinicole che vanta in Italia il primato nella produzione di vini D.O.C.(denominazione origine controllata). Ci sono infatti 17 zone di produzione vini D.O.C. in cui operano 17 Consorzi Volontari di Tutela che salvaguardano qualità e tipicità del vino prodotto. Ma oltre che il vino buono a Venezia è consigliabile la grappa. Il prosecco. Pur non possedendo documenti che attestino la presenza della viticoltura nelle colline delle Prealpi Trevigiane in epoca romana, la coltivazione della vite deve risalire a tempi remoti. Vino noto ai tempi dell’ Impero Romano, il Pucino, probabilmente proveniente dalle colline friulane-triestine viene citato da Plinio per essere stato particolarmente apprezzato dall’ imperatrice Livia Augusta. Sembra che la sovrana se lo facesse inviare in anfore di terracotta dal porto di Aquileja, e che grazie al suo consumo sia arrivata alla veneranda età di 82 anni. A dar forza a questa teoria, contribuiscono il fatto che esiste nella zona di Trieste un paese chiamato Prosecco, da cui sarebbe arrivato nel Trevigiano il vitigno omonimo. Un tipo particolarmente pregevole di Prosecco è quello che si produce nella zona di “Cartizze”, una piccola area di 106 ettari di vigneto, compresa tra le colline più scoscese di S. Pietro di Barbozza, Santo Stefano e Saccol, in comune di Valdobbiadene. [/toggle_item] [/toggle_box]