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Cosa vedere ad Amburgo

Seconda solo a Berlino, Amburgo è una metropoli di storia e cultura che incanta tutti i turisti, grandi e piccini, senza distinzione.

Amburgo da scoprire: le attrazioni

 

Conoscendo il passato commerciale della città, tra le principali attrazioni da vedere c’è sicuramente il porto. Qui si può scegliere se fare un giro in barca, passeggiare, mangiare pesce in uno dei tanti ristoranti o visitare il museo navale.

 

Qui si può anche vedere la celebre costruzione Speicherstadt che letteralmente significa città dei magazzini. Il complesso conta 17 magazzini formati da circa 7-8 piani e un tempo erano usati per lo stoccaggio delle merci che arrivavano dal porto. A partire dal 5 luglio 2015 l’edificio è ufficialmente patrimonio dell’UNESCO.

 

Col passare del tempo i magazzini non vennero più usati così si decise di usarli per ospitare musei e aree espositive. Oggi all’interno si trovano il museo Speicherstadt, il museo delle spezie, il museo tedesco della dogana, il museo marittimo, l’Hamburg Dungeon, il museo d’arte e cultura afgana e il Miniatur Wunderland.

Vista di Amburgo

Il Miniatur Wunderland è sicuramente un must see per chiunque visiti la città. Un mondo in miniatura dove si può ammirare la ferrovia più grande del mondo perfettamente funzionante in scala 1:87 oltre anche versioni miniaturizzate della città, della Germania del sud e altri stati del mondo.

 

Restando nella zona del porto, un’altra attrazione turistica sono i pontili di St. Pauli, o in tedesco i St. Pauli-Landungsbrücken costruiti nel 1839 ed ampliati diverse volte nel corso del tempo. Complessivamente sono lunghi 700 metri e lungo i vari punti d’attracco vi sono ristoranti, bistrot e negozi di souvenir. Al ponte 1 sono attraccate due navi-museo: la Rickmer Rickmers e il mercantile Cap San Diego.

Amburgo- Il municipio

A collegare il quartiere di St. Pauli con la zona industriale di Steinwerder vi è l’Elbtunnel, un tunnel pedonale e ciclabile che passa sotto l’Elba, costruito nel 1911 per agevolare i lavoratori del porto a muoversi velocemente e al coperto per raggiungere l’altra riva del fiume.

 

Un’altra attrazione molto famosa di Amburgo è il municipio neo rinascimentale, situato vicino alla stazione centrale. La costruzione avvenne tra il 1886 e il 1897. La torre al centro è alta 112 metri e la si può raggiungere salendo 436 scalini. La piazza attorno al municipio è a forma rettangolare e viene chiamata piazza rossa per via del colore dei mattoni.

 

Tra gli edifici religiosi in città si può visitare la chiesa di San Nicola, la cattedrale di Santa Maria, la chiesa di San Michele, la chiesa di San Giacomo e il più grande cimitero d’Europa, il cimitero di Ohlsdorf, costruito tra il 1874 e il 1920. Qui riposano persone di diverse religioni. Vi è anche un cimitero ebraico, un forno crematorio, un museo e diversi monumenti dedicati alle vittime dell’Olocausto.

Amburgo da scoprire: come ad Amsterdam, ma non proprio

 

Pochi forse sanno che ad Amburgo, proprio come ad Amsterdam, esiste un quartiere a luci rosse, il Reeperbahn. Una via lunga mezzo km colma di locali, ristoranti, bar, discoteche, teatri e casinò. Si può dire che è il centro vitale della nightlife di Amburgo. Una differenza sostanziale con il quartiere a luci rosse di Amsterdam è il fatto che non troverete donne in vetrina, ma gli ospiti vengono accolti nelle case chiuse di Herbertstrasse.

 

In alcune strade è vietato l’accesso a minori di 18 anni e alle donne. Anche qui, come ad Amsterdam, vi sono regole rigide da rispettare sia a livello sanitario e sia a livello di sicurezza. Ad esempio dal venerdì sera al lunedì mattina seguente è vietato l’uso di bottiglie di vetro. È proprio in questo quartiere che si sono esibiti ancora prima di diventare famosi i Beatles.

L'Autore: Krizia Ribotta Giraudo Google+

Giornalista, blogger e autrice con la passione per il cinema, la lettura e i viaggi. Pubblica articoli dal 2009, da quando ha iniziato a scrivere per giornali e blog italiani e americani, con cui continua a collaborare. Autrice di un libro per il sociale, si occupa di viaggi e promozione culturale, scrivendo di storie, confidenze e tradizioni che profumano di terre lontane. Tra le grandi collaborazioni, quelle con Il Messaggero, l'International New York Times e il Los Angeles Magazine.

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