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Mangiare in Umbria: top 5 ristoranti

Dopo il nostro primo articolo su Città della Pieve, ci avete chiesto consigli su dove andare a mangiare in Umbria. Iniziamo dicendo che l’enogastronomia di questa regione è di grande eccellenza, e noi siamo stati sicuramente fortunati a provare agriturismi e ristoranti di alto livello, dove abbiamo scoperto quelle che sono le tradizioni culinarie di una terra ricca di prodotti che, sulla tavola, sanno fare la differenza.

Ecco i locali dove mangiare in Umbria, provati durante il blog tour #lumbriachenontiaspetti.

Mangiare in Umbria #1. Azienda agricola Pomario, a Piegaro

Prima di pranzo abbiamo visitato l’azienda e il frantoio, in cui le olive vengono controllate a vista d’occhio durante l’intera catena produttiva, anche per far sì che quelle di Pomario si mischino con quelle degli altri frantoi. Parola d’ordine: biologico, come si evince dal fatto che, per controllare le temperature dell’olio e del vino, vengono usate le energie pulite, in particolare l’acqua.

La qualità di alto livello di questi due prodotti è stata una scoperta per il palato, dall’antipasto al dolce. Ogni piatto ci è stato servito con un particolare vino, per creare il perfetto connubio, e l’intento dei proprietari è riuscito alla grande.

Consigliati gli “umbrichelli” (o umbricelli?) -che nella vicina Toscana sono chiamati “pici”- al sugo, la pasta lunga di acqua e farina lavorata a mano , e la fagiolina del Trasimeno. E per i vini? C’è l’imbarazzo della scelta, visto che tutti sono stati premiati più volte al Decanter World Wine Awards, il più grande e prestigioso concorso vinicolo al mondo.

santuario tirano

Mangiare in Umbria: #2. Tenuta Vitalonga, a Ficulle

Siamo letteralmente rimasti a bocca aperta davanti alla sala in cui abbiamo cenato: oltre alla tavola imbandita, ad accoglierci c’era il caminetto acceso, che con il tepore delle candele, ci ha trasmesso fin da subito quel senso di casa che raramente vivi quando sei in un ristorante o un agriturismo. Sembrava una cena tra amici, con lo chef e i proprietari che, tra una portata e l’altra, hanno scambiato volentieri due chiacchiere con noi, spiegandoci ogni piatto che assaggiavamo. O meglio, che gli altri blogger assaggiavano, e di cui io ho fatto il bis.

Impossibile resistere a tutta quella tentazione impiattata e presentata alla perfezione, e nonostante la scorpacciata, non si è rivelata pesante per lo stomaco. E quindi ho potuto concludere in bellezza anche con il dolce.

D’altronde, non potevamo ricevere che il meglio, da un’eccellenza italiana che, da generazioni, lavora e coltiva con passione, e in modo assolutamente biologico, i suoi vigneti da 20 ettari.

Mangiare in Umbria: #3. Il Felcino, a Salci

Ristorante TOP DELLA GAMMA, come si suol dire. Uno dei migliori in assoluto in cui abbia mai mangiato e bevuto: dagli antipasti, ai primi, alla carne, ai contorni, al dolce, passando per i vini e, non in ultimo, per l’eccezionale olio. Un viaggio di sapore nostrano da 10 e lode! Il loro cavallo di battaglia è la carne (di qualità) cotta alla griglia sul momento, davanti a noi, con la titolare che ci spiegava la storia del locale, inserito nel magnifico contesto di Salci, conosciuta per il borgo fantasma.

Il Felcino è una tappa obbligatoria se vuoi regalarti un pranzo (o una cena) prelibato. La location, calda e accogliente, è immersa nel verde della natura, con corsi d’acqua che danno un senso di libertà a chi vuol concedersi una passeggiata dopo pranzo, come abbiamo fatto noi. Il cibo prelibato, servito dal personale a dir poco meraviglioso e attento alle esigenze dei clienti, si sposa perfettamente con il calore familiare che si respira in tutto il locale.

Mangiare in Umbria: #4. Ristorante L’Ape Regina, a Monteleone d’Orvieto

Come suggerisce il nome, il ristorante è a tema dell’ape, di cui si hanno pupazzi e oggettistica tra e l’arredamento in stile country è a dir poco meraviglioso.

Tra bicchieri di vino locale e discussioni sul nome degli umbrichelli (o umbricelli?) al ragù perugino, siamo arrivati al piatto forte del locale, la torta pasqualina con il capocollo. Si tratta della torta tipica pasquale che in passato, secondo la tradizione, si usava donare a famigliari e amici, accompagnandola dai salumi tipici umbri. Ci sono diverse varianti, e noi abbiamo provato quella con il formaggio a cubetti, oltre ai formaggi misti grattugiati.

Ovviamente abbiamo chiesto la ricetta alla proprietaria, che ci ha sorriso dicendo: “E’ una semplice torta di Pasqua, come la chiamiamo noi”. Risposta che lascia facilmente intendere come, anche un piatto “semplice”, se prepatato con cura e eleganza, può stuzzicare il palato e la curiosità dei clienti.

Mangiare in Umbria: #5. La Locanda di Desideria, a Fabro

Pieni del pranzo, ci siamo fatti conquistare anche per cena. C’è poco da fare, quando la cucina locale è squisita, bisogna assaggiarla, anche a costo di fare qualche piccolo sforzo e accontentarsi di un assaggio di ogni piatto.

La proprietaria, che non si è fermata un minuto, dividendosi tra un tavolo e l’altro, ci ha conquistato con gli gnudi, un sostanzioso primo piatto della tradizione contadina della Maremma ripieno dei ravioli ricotta e spinaci, ma senza pasta. Tipico della Toscana, più che dell’Umbria, questo piatto sottolinea come le tradizioni di queste due regioni così vicine si fondano insieme per far venire l’acquolina in bocca a chi non è della zona. E con noi ci sono riusciti alla grande.

Mangiare in Umbria: e tu, che (buona) forchetta sei?

E tu, sei mai stato/a in Umbria? Quali piatti ti sono piaciuti di più?

L'Autore: Alessandro Bonvegna Google+

Meteorologo con la passione della montagna, della natura, dei viaggi e della scrittura. Amante dell'Appennino tosco-romagnolo e della fotografia naturalistica, in continuo movimento, come la tramontana d'inverno.

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