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San Gregorio Armeno: storia, leggende e curiosità

In prossimità delle feste e dei mercatini di Natale, che siate appassionati della costruzione del presepe o solo curiosi in cerca di regali o nuove decorazioni, San Gregorio Armeno è una tappa irrinunciabile. Una lunga stradina, ricca di botteghe, di edifici storici che raccontano gli eventi che hanno portato a questa famosa tradizione e di simboli che trasmettono l’anima e la personalità del posto.

La storia della strada di San Gregorio Armeno

L’antica stradina di San Gregorio Armeno, risalente all’età greco-romana, si trova nel cuore di Napoli, lì dove i vicoli si intersecano ad angolo retto seguendo lo schema a scacchiera e collegando perpendicolarmente i due Decumani principali, Via dei Tribunali e Spaccanapoli.

Conosciuta anche come via San Liguoro e come Strada Nostriana (dal nome del vescovo Nostriano), l’antica via partenopea ospitava un tempio romano dedicato a Cerere, dea della terra e della fertilità, a cui i cittadini donavano statuette di terracotta come buon auspicio. Intorno al X secolo, le reliquie di San Gregorio Illuminatore, patriarca di Armenia, vennero portate da alcune monache a Napoli, e conservate nella Chiesa sorta proprio sulla strada che prende il suo nome.

San Gregorio Armeno e il culto di Santa Patrizia

La Chiesa del Santo in questione è conosciuta anche con il nome di Santa Patrizia, in quanto le suore che trasportavano le spoglie del patriarca, erano guidate dalla Santa di Costantinopoli. Durante la processione con il corpo, secondo alcune leggende, due giovenche bianche si arrestarono di colpo nell’esatto luogo dove si decise di costruire il monastero, nella odierna via dei presepi. Santa Patrizia è anche la compatrona di Napoli, protettrice delle ragazze e dei bisognosi, e la sua effige è conservata nel coro delle converse.

Chiesa di San Gregorio Armeno

San Gregorio Armeno e la simbologia nascosta

Nelle vicinanze della Chiesa di San Gregorio Armeno e delle botteghe dei presepi, l’antico culto di Cerere è ricordato da un prezioso bassorilievo, un’opera d’arte importante per Napoli, che testimonia anche l’importanza della figura femminile nella società romana. Quasi a livello strada, rovinato dal passare degli anni, il bassorilievo raffigura una Canefora di Demetra del VII secolo ed è legato ai Misteri Eleusini, festività per l’agricoltura e la fertilità diffusisi a Roma. Il bassorilievo rappresenta il mito della Dea e una scena tipica del suo culto: una sacerdotessa con in una mano una fiaccola e nell’altra i doni offerti.

San Gregorio Armeno - Presepio

L’arte presepiale di San Gregorio Armeno

La tradizione delle statuette del Santo in questione nacque, quindi, con il culto della dea Cerere e di Santa Patrizia, e la produzione degli artigiani locali di opere da offrire. Le botteghe di quest’antica via erano riconosciute come tra le migliori di Napoli e, con la diffusione della rappresentazione della Natività dal XIII secolo dalle chiese alle famiglie aristocratiche, gli artisti partenopei furono incaricati di realizzare personali e artistiche scene religiose.

Nel Settecento si sviluppa il presepe napoletano così come lo conosciamo oggi e via San Gregorio Armeno diventa un simbolo della città. Durante il periodo natalizio è possibile trovare ora le più varie esposizioni di statuette, opere d’arte tradizionali e rappresentazioni più contemporanee, mentre una passeggiata durante il resto dell’anno consente di ammirare con calma i maestri artigiani al lavoro. Tra questi, le famiglie storiche Ferrigno, Di Virgilio e Capuano continuano a mantenere viva la loro tradizione e la loro arte, tra classicità e innovazione.

San Gregorio Armeno: i personaggi

I presepi di San Gregorio Armeno sono famosi per essere i più ricchi, vasti, particolari e decorati del mondo, un connubio tra il sacro e profano, statuette come caricature che mostrano la fantasia e creatività degli artigiani. Tuttavia, la tradizione presepiale meridionale comprende specifici elementi: il paesaggio, la grotta e la Sacra Famiglia, Benino il pastorello, il vinaio o Cicci Bacco, il pescatore come San Pietro, i compari che giocano a carte, la zingara, i venditori, almeno dodici come i mesi dell’anno.

Statuine in terracotta delicate e preziose, di varie dimensioni e diversi prezzi, che fanno immergere i milioni di turisti ogni anno nell’atmosfera natalizia e li divertono con le rappresentazioni più curiose.

L'Autore: Lara Taverna Google+